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malinconia autunnaleFinite le vacanze estive, piene di sole e di relax, con l’autunno riprendiamo la routine quotidiana, che porta spesso con sé la malinconia, complici anche il tempo più nuvoloso, le piogge e il freddo. Scientificamente viene definita SAD, Sindrome Affective Disorder, cioè disturbi stagionali dell’umore.

Se anche tu conosci questo problema, sappi che non sei da sola: le persone, soprattutto le donne, che risentono di malinconia autunnale e invernale sono sempre di più. Vediamo insieme come affrontarla.

Curiosità

Quando siamo malinconiche siamo silenziose, tendiamo a rimanere chiuse in noi stesse, a rifugiarci nel nostro mondo in cerca di conforto e sicurezza.

Il termine malinconia deriva però da una deformazione della parola “melancolia” impiegata nell’antica medicina ippocratica. Questo termine serviva a indicare uno stato di flessione dell’umore che gli antichi facevano derivare da una eccessiva secrezione biliare (bile nera) da parte del fegato (dal greco: melanos=nero e chole=bile). Questa condizione creava nel soggetto alcuni sintomi come pallore, debolezza, magrezza e umore triste. Da qui deriva il termine “malinconico”.

Secondo l’Ayurveda

La malinconia è uno dei tanti atteggiamenti mentali con cui ciascuno di noi interpreta la propria relazione con l’ambiente. La malinconia indica un distacco dall’ambiente esterno, che smette di soddisfarci, e per questo motivo tendiamo a ritirarci nel nostro mondo interno. L’energia all’origine di questo ripiegamento è collegata con lo sbilanciamento del Pitta (Fuoco) Dosha, inteso come secrezione biliare. Nell’antica Grecia, il filosofo Ippocrate ragionava secondo gli stessi principi dell’Ayurveda in India. Gli Indiani constatarono inoltre come il Pitta fosse ulteriormente aggravato dal movimento dovuto al cambio di stagione regolato dal Vata (Aria) Dosha.

Se l’alterazione dei due Dosha è leggera, la malinconia può sprigionare i suoi aspetti positivi, che dovremmo accogliere come stimolo per una crescita personale. Sono infatti i momenti di piccole crisi interiori che spingono a ritrovare in noi la creatività artistica. Molti sono gli scrittori e pittori che hanno tratto dalla loro malinconia energie ispiratrici per le loro opere.

Il nostro ritirarsi in noi stesse favorisce uno sguardo introspettivo che mette in risalto i nostri talenti nascosti.

L’autunno che porta la Natura verso la stasi invernale, concilia anche un rallentamento della nostra psiche, agitata normalmente dalla frenesia quotidiana, favorendo una nuova crescita interiore.

Se invece c’è un forte sbilanciamento di Pitta e Vata Dosha, si sviluppa quella malinconia che ci porta a rimuginare, l’attività mentale assume un aspetto oscuro e i pensieri negativi ci tengono in scacco. In questo modo ci chiudiamo sempre più in noi stessi, evitiamo i rapporti con gli altri, svalutiamo le nostre capacità, diventiamo incapaci di apprezzare le bellezze della Natura.

Rimedi naturali ayurvedici

Per abbassare il Pitta consigliamo la polvere Mala Shodana Virya® che elimina il calore dall’intestino, un organo che anche la scienza tradizionale ha individuato come secondo cervello.

Per tonificare e nutrire la nostra mente, comprese le cellule nervose, ti raccomandiamo di assumere la particolare tisana Dvidashamula Virya® associata alle compresse Shatavari.

In questo modo potremo recuperare il buon umore e le nostre energie creative.